Meditazione e Consapevolezza
Istruttore: Carlo Dorofatti
Le posture fondamentali, la respirazione pranica, l’uso della frequenza armonica (8-432 Hz), il silenzio, l’ascolto
del Sé Superiore

OBBIETTIVO
Acquisire consapevolezza del corpo,
della mente e del nostro centro spirituale. Armonizzare le energie psico-fisiche e stimolare i chakra attraverso
l’uso di tecniche basate sul respiro, il suono, il colore, la visualizzazione e particolari posture fisiche in
grado di agire sulle nostre geometrie sottili per ottenere un perfetto stato meditativo, di rilassamento, di
benessere e di profondo equilibrio.
PROGRAMMA
·
Ritualità e spontaneità
·
Predisporre tempo e luogo
·
Predisporre se stessi
·
Le
fasi della preparazione
o L’ingresso
o La postura di base
o I sensi
o La respirazione pranica
o L’offerta
·
La
meditazione: armonizzazione, comunione e unione
o I 3 colori-base e i 7 suoni intonati sulla frequenza
armonica
o La quinta musicale e i mantra di base
o La fissazione dello Sri Yantra
o La costruzione del mandala personale
·
Le
fasi conclusive
o Il silenzio
o La respirazione catartica
o Il rilassamento
o L’uscita
·
Gli
sviluppi: come la tecnica meditativa può integrarsi e favorire attività più
specifiche
o Fare il punto della propria vita: ordine, ricapitolazione,
propiziazione, ringraziamento
o La preghiera, la lettura, lo studio
o Tecniche esplorative (sogno, sensi interni, medianità,
esperienze extra-corporee, radiestesia, mantiche, centratura e difesa psichica)
o Le “personalità d’anima” e il Sé Profondo (Superiore): il
contatto, l’ascolto e il dialogo
·
La
propria giornata come meditazione: ricordo di sé e spostamento del baricentro
·
La
“riconnessione”: essere consapevoli della propria identità multidimensionale
non-locale
·
La
Natura come Maestro
·
La
meditazione in gruppo
Presso Centri e Associazioni Culturali, il seminario si può organizzare nell’arco di una o più giornate: di
sabato, di domenica,
nell’intero week-end o, se possibile dal punto di vista organizzativo,
anche in 8/10 incontri serali settimanali. Il numero degli incontri può
variare in base alle necessità del Gruppo e all’evolversi degli argomenti e delle tecniche
esplorate.
Qualche informazione in più e… un assaggio
Questo è un seminario pratico.
Non intendo approfondire approcci, concetti e contenuti teorici, né riferimenti e citazioni. Sul
piano teorico, mi limiterò al minimo che ritengo indispensabile per inquadrare la descrizione di una pratica
di meditazione: la pratica di meditazione che io uso.
Si tratta del frutto di tanti anni di apprendimento, sperimentazione e confronto, che costituisce
quindi il distillato operativo che io stesso applico e che condivido quando, eventualmente, mi viene
richiesto di tenere dei seminari in proposito.
Sono convinto che la pratica della meditazione, sia in questa o in altre forme, costituisca la base
fondamentale per qualunque via di esplorazione di sé e della realtà, di indagine spirituale, mistica e
realizzativa. E’ il punto di partenza, ma anche il contenitore etico ed energetico di tutti gli sviluppi
successivi.
La mia esortazione è sempre la medesima: una volta imparata, applicata ed esplorata compiutamente la
mia proposta, fatela vostra. Modificatela, trovate accorgimenti diversi, adottate soluzioni personali,
trascendetela, abbandonatela, superatela in funzione di quella che sarà la vostra meditazione,
sempre che a quel punto continuiate a ritenere che la meditazione abbia lo stesso valore che, in questo
momento, ha per me.
Tra l’altro sappiamo che la meditazione più che una tecnica è un atteggiamento, un modo di essere
che si impara ad assumere nel proprio quotidiano, sempre e ovunque. Valga quindi il concetto per cui stiamo
parlando di un “mezzo” e non di un “fine”.
E’ un mezzo di contatto con il sé profondo, con motivazioni evolutive che trascendono le necessità
dei sensi e della mente per ricondurre la nostra esperienza umana alla nostra origine, natura e missione
divina. E’ un mezzo di raffinamento e di ispirazione, attraverso il quale riconoscere il senso di noi stessi,
della vita e delle cose.
La tecnica di meditazione che vado a descrivere è da intendersi come individuale, privata e intima.
Alla fine del libro dedicherò un capitolo alla meditazione in gruppo, cosa che andrà eventualmente
considerata solo dopo una certa pratica ed esperienza personale, da parte di tutte le persone che avranno il
piacere anche di condividere questo momento.
Ritualità e
spontaneità
Questa pratica di meditazione verrà descritta nella sua forma più “rituale”: ho scelto infatti di
trasmettere una prassi composta da precise sequenze di pensieri, gesti e modalità, da viversi con grande
senso dell’ordine e della disciplina, con il fine di evocare la massima attenzione ed energia, grazie al
senso di sacralità conferito al momento del nostro raccoglimento, che è massima concentrazione eppure totale
espansione, assoluta presenza eppure annullamento di sé, totale percezione eppure completo isolamento,
attenta prontezza eppure rilassamento, assoluta espressione eppure silenzio. Grande sobrietà, nel più
completo stato di gioia. Abbandono nella piena consapevolezza.
La ritualità costituisce un binario straordinario sul quale andare a costruire, poi, il proprio
metodo ed esplorare di conseguenza, educandola a ragion veduta, la propria spontaneità
creativa.
Anche la ritualità – la Regola - non è che un “mezzo”, adoperando il quale raccomando di non
perdercisi.
Andrò ad illustrare non solo la pratica di meditazione – che ha una sua essenzialità che sta a voi
individuare – ma anche tutti quegli accorgimenti e quegli espedienti che rendono più facile, anche al
principiante, l’accostarsi alla tecnica, adottando soluzioni utili per abituarsi alle posture, alle modalità
pratiche e familiarizzare con questo particolare metodo. Tali espedienti potranno essere serenamente
tralasciati nel momento in cui si comprende ciò che deve essere realizzato in sé e si impara ad ottenere lo
status ideale in maniera più diretta e naturale, fino al fare della meditazione il proprio modo
di essere e quindi estendendone il concetto e gli effetti anche al di là del momento dedicato alla tecnica in
quanto tale.
Non darò quindi nulla per scontato e se per alcuni di voi certe cose risultano già acquisite, tanto
meglio: andate oltre.
Predisporre tempo e luogo
Una sessione di questa pratica di meditazione richiede circa 1
ora, e va svolta nella sua forma completa almeno una volta alla settimana, predisponendo un giorno ed un orario
fissi, meglio se poco dopo il tramonto.
Accertatevi di non essere disturbati, già da mezz’ora prima e per mezz’ora dopo lo svolgimento della
pratica: niente telefono, niente visite, nessun impegno che sia immediatamente successivo al tempo della
meditazione che vi crei ansia e senso di fretta.
Non siano presenti animali in movimento (non ci sono problemi se sono presenti dei pesci in un
acquario).
Il luogo che accoglierà la vostra meditazione dovrà essere un luogo “vostro”: tranquillo, isolato,
tutto per voi. Meglio ancora se potrà essere uno spazio appositamente adibito, altrimenti provvederete a
prepararlo di volta in volta. Deve essere uno spazio che vi risulti piacevole, armonioso, ordinato e comodo.
Potrà essere un angolo della vostra stanza da letto, del vostro salotto o del vostro studiolo: purchè sia in
qualche modo circoscritto e “dedicato” - in quel momento - alla vostra meditazione: pensatelo in questo modo
e adibitelo fisicamente nella maniera più opportuna.
Fondamentalmente per la pratica della meditazione non occorre altro che un tappetino (può essere una
coperta o un plaid) e un cuscino, o uno gabellino, sul quale sedersi nella posizione che verrà indicata in
seguito. Ulteriori accorgimenti sono: essere rivolti verso la direzione del sole (se al tramonto quindi verso
ovest), abbassare le luci (essere in penombra), accendere una candela bianca (la presenza del fuoco è sempre
molto evocativa), profumare l’ambiente con dell’incenso (ottima la mistura 1/3 mirra e 2/3 incenso puro da
bruciare sulla cialda di carboncino usando un apposito bracerino, ma anche l’incenso in bastoncini può andare
bene), utilizzare della musica, sebbene in certi momenti dovrà essere spenta, per cui fate in modo da avere
il registratore a portata di mano, oppure di disporre di un telecomando a distanza). Lo spazio deve essere
ordinato e “pensato”.
Una volta che avete preparato questo spazio, potete “isolarlo” compiendo, con l’incenso, 3 giri – in
senso orario - attorno a questo spazio specifico, oppure seguendo il perimetro della stanza. Ci sono tanti
modi per isolare un ambiente e purificarlo da forme-pensiero non armoniche: ad esempio la presenza di una
pianta grassa, oppure di un cristallo di rocca può essere già molto utile in tal senso. Tuttavia non
perdetevi troppo in questi particolari: la cosa più importante siete voi, con il vostro pensiero e il vostro
atteggiamento. Farete quindi ciò che riterrete, che “sentirete”, più adatto allo scopo.
A questo punto uscite dalla stanza, lasciate che il luogo (eventualmente alla presenza del fuoco
acceso, dell’incenso fumante e della musica) continui a “caricarsi”. Quando entrerete saprete già dove
collocarvi: sarà già tutto pronto e armonico.
Nel frattempo andrete a predisporre voi stessi.
Ancora una cosa: certamente fare meditazione all’aperto è un’esperienza di grande valore ed effetto,
ovviamente sto parlando di spazi naturali. Tuttavia potrebbe risultare difficile, all’inizio, gestire
armonicamente gli innumerevoli stimoli che da un ambiente naturale possono giungere, pertanto consiglio di
esercitarvi in uno spazio chiuso, prima di meditare all’aperto.
Predisporre se stessi
Essere predisposti alla
meditazione è una questione intima. Vado quindi ad illustrare una serie di accorgimenti i quali, tuttavia,
risultano vani se non accompagnati dalla dovuta consapevolezza e che, comunque, sono destinati a lasciare il posto
alla propria capacità personale di entrare in uno “stato meditativo”, ovvero di grande presenza, ricettività e
fluidità.
Avete predisposto
l’ambiente. Ora, usciti dalla stanza che accoglierà il vostro raccoglimento, vi togliete gli accessori in metallo:
orologio, catenine, anelli, spille e quant’altro potete. Siate il più possibile liberi da interferenze
elettromagnetiche.
Poi vi cambiate d’abito.
Adottate un abito da dedicarsi alla meditazione: che sia comodo, in tessuto naturale, privo di cerniere o fibbie,
di colore bianco oppure dai colori pastello, tenui, non troppo movimentati. Può essere una tuta o persino un
pigiama. Quel completo verrà indossato solo per la pratica della meditazione. Cambiarsi d’abito ed indossare questa
“veste” significa spogliarsi della propria quotidianità, del proprio ordinario, talvolta così stressante e
rumoroso, per entrare letteralmente in una nuova dimensione, evocando quindi, per associazione mentale, la vostra
parte più “elevata”.
L’ambiente, così come il
vostro abito, dovranno essere predisposti in modo che non abbiate né freddo né caldo, tenendo comunque presente che
la meditazione può in genere abbassare la temperatura corporea, per cui meglio tener presente che si potrebbe avere
freddo piuttosto che caldo.
A questo punto vi lavate
le mani, come gesto altrettanto significativo di purificazione e distacco.
A questo punto potrebbe
essere utile fare un po’ di stretching, per sciogliere un po’ i muscoli e soprattutto lavorare sulle giunture, dove
più si annidano le tensioni. Stiracchiatevi e sbadigliate ripetutamente, forzatamente, e riprendete un sano
contatto con il corpo e le energie corporee, facendo anche qualche saltello. Insomma, scioglietevi e insistete
sulle giunture: stringete e allungate le dita dei piedi, ruotate le caviglie, le ginocchia, il bacino, le spalle,
tendete le braccia, piegate i gomiti, ruotate i polsi, e il capo. Potete consultare qualsiasi semplice manuale di
stretching o adottare quei semplici esercizi per chi sta molto tempo seduto; anche quelli consigliati per chi deve
stare diverse ore in aereo, ad esempio. L’obbiettivo è riprendere contatto con il corpo e averlo “a
disposizione”.
Fate un bel
respiro.
A questo punto siete
pronti per entrare nella stanza che avete già preparato e raggiungere il vostro posto.
Le fasi della preparazione
Pronti per entrare nella stanza per la meditazione, inizia quella che io definisco una “sessione”,
che a sua volta si compone di una preparazione, un corpo centrale e una chiusura.
La preparazione per avviare le dinamiche energetiche della meditazione vera e propria, secondo
questo particolare metodo, si compone delle seguenti fasi:
1. l’ingresso
2. la postura di base
3. la presenza ai sensi
4. la respirazione pranica
5. l’offerta
Fino alla fase della respirazione pranica è possibile essere accompagnati dalla
musica.
L'ingresso
L’entrata nella stanza della meditazione – il nostro “tempio” – deve essere un momento solenne: si
entra all’interno di una bolla di energia, in una dimensione a sé, in uno spazio sacro che, tra l’altro, di
volta in volta si carica sempre più di energia positiva e di pensieri elevati.
Ancora una volta tutto questo serve per sostenere la nostra consapevolezza, per non dare nulla per
scontato, per non ricadere in gesti automatici, abitudinari e vuoti.
Appena entrati, ancora sulla soglia, si uniscano le mani, come nel saluto orientale, e si accenni un
inchino, per salutare il luogo e le forze vive presenti, siano esse una pianta, lo stesso fuoco (se acceso),
le creature sottili che, incuriosite, si sono affacciate alla nostra dimensione, talvolta per assistere il
nostro raccoglimento.
Si prenda posto.
La postura di base
Quando ci si siede, in questa fase preparatoria, lo si può fare assumendo una posizione libera e
comoda: si entri in sintonia con il momento, con il luogo, semplicemente guardandosi un po’
attorno…
Dopo qualche momento, in maniera lenta, intenzionale e consapevole, entrate nella postura di
base, così come per accendere un interruttore, coscienti cioè che da questo momento ha inizio l’innesco
di un processo di attivazione multidimensionale della vostra presenza in quanto corpo, mente, spirito e
coscienza infinita.
La posizione-base consiste di fatto in una postura piuttosto semplice, che tuttavia, con pazienza e
adottando qualche accorgimento, bisogna abituarsi a mantenere per tutta la durata dell’esercizio, cercando di
ottenere una perfetta immobilità, ovvero “silenzio del corpo.
Per informazioni o per organizzare un seminario presso il vostro Centro o
Associazione, contattatemi scrivendo a:
info(chiocciola)carlodorofatti.com |
Vedi nel calendario incontri se ci sono seminari
in programma
|